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mercoledì 15 gennaio 2014

RIMPASTI E ALTRE FOLLIE: ECCO A VOI LA POLITICA ITALIANA

Non si può star fermi un attimo. Ne succede sempre una. Uno pensa che ciò che è successo il giorno prima sia già abbastnaza, che si sia già toccato il fondo. Poi si sveglia il giorno dopo, guarda il telegiornale e scopre che si è cominciato a scavare. Insomma, quando già le cose vanno maluccio, possono solo andare di merda.
Ovviamente, parliamo di politica. Prima si discute della legge elettorale, senza risolvere niente. Poi si discute di scuola, facendo solo casini. Poi si discute di lavoro, ma è tutto fermo. Ed ecco che, di punto in bianco, i problemi dell'Italia passano in secondo piano. Sì, perché, non so se ci abbiate fatto caso, negli ultimi due o tre giorni una parola, un grido risuona. E non è: "Alleluia!". Non è proprio un Alleluia, quello lo grideremo quando Camillo Benso, conte di Cavour, risorgerà e sostituirà tutte le leggi balenghe fatte in questi ultimi anni con lo Statuto albertino.
Cretinate a parte, la parola che risuona in questi ultimi giorni è rimpasto. E già il fatto che si paragoni la politica a una ricetta vi fa capire in che mani siamo finiti. Praticamente il nostro premier, Enrichetto Letta, vorrebbe mettere nella squadra di governo alcuni esponenti renziani. Praticamente già vanno poco d'accordo così, all'interno della maggioranza, figuriamoci mettendo ministri renziani: così non solo ci saranno scontri tra PD, Nuovo Centrodestra e Scelta Civica. Ci saranno scontri anche all'interno del PD.Come mandare in dissenteria un Paese che già soffre di irregolarità intestinale in una semplice mossa.
Enrico, per piacere. Per piacere! Guarda che il rimpasto non porta bene. Guarda, io te lo dico per esperienza personale: quando sto cucinando un dolce, lo lascio lì, perché magari suona il telefono, e poi ricomincio a rimpastarlo dopo la telefonata, di solito viene una schifezza. Viene una roba triste, tutta molle e sottile. Non vorrai mica far fare la fine del mio dolce al governo? Rifare il mio dolce costerà, si e no, cinque euro, rifare un governo, tra elezioni e balle varie, costa quattrocento milioni di euro. Pensaci bene, Nerigo: guarda che neanche Veronica Lario prende tanto così di mancia dal Berlusca!
Comunque Matteo e i suoi non sono così favorevoli al rimpasto, dicono che non gli conviene.

martedì 14 gennaio 2014

LETTERA ALL'ITALIA

Cara Italia,
non è forse vero che hai passato periodi migliori? Non è forse vero che c'è stato un tempo in cui quelli che ti governavano non erano inquisiti? Non è forse vero che, una volta, le uniche cose che cadevano erano le foglie in autunno, mentre ora franano le bellezze di Pompei?
Italia, cara e bella Italia. Forse anche noi italiani ti amiamo di meno. Non c'è più la passione di una volta. Però, converrai anche tu, è difficile amarti in questo momento.
E' difficile, per un giovane o per un quarantenne, amare un Paese in cui le uniche persone al sicuro sono politici e anziani, questi ultimi sempre meno, a dire il vero. E' difficile amarti dopo aver dato un'occhiata agli altri Paesi europei.
E' difficile amare un Paese che è sempre indietro.
Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese che non spende più di due euro per la ricerca? Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese in cui i giovani, per andare all'università, devono spendere il doppio o il triplo rispetto a un giovane di un altro Paese europeo? Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese dove ogni due giorni si verifica un episodio di femminicido e non si fa niente per risolverlo? Come si può vivere in un Paese dove regna l'omofobia? Come si fa a vivere in un Paese dove si discute solo dei diritti dei soldi, senza parlare dei diritti del cuore e dell'amore?