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mercoledì 15 gennaio 2014

BEGHE DI GOVERNO: I TAFFERUGLI DELLE LARGHE INTESE



Regrediamo. Ogni settimana regrediamo. Siamo ai livelli dei granchi, che camminano all'indietro. Siamo ai livelli di Pippi Calzelunghe, che un tempo recitava nei panni di una bambina un po' bruttina mentre ora si è data al porno.
Il nostro Matthew, Matteo Renzi, ha sentito il bisogno di chiarire le sue idee e le sue posizioni, soprattutto con Nerigo, Enrico Letta, e Alfy Alfy, Angelino Alfano. E ha deciso di scrivere una lettera, pubblicata su La Stampa. Avete presente le amiche dodicenni che litigano e poi si scrivono le lettere con i cuoricini? Ecco, ecco a che punto siamo arrivati. Secondo me adesso, per ripicca, Letta risponderà sul Corriere della Sera e Alfano su Libero. Poi tutti gli scritti verranno raccolti in un unico libro, Beghe di governo: i tafferugli delle larghe intese.
Matthew, però, ce l'ha anche con Luca Ricolfi, editorialista de La Stampa, che nel suo editoriale ha paragonato la segreteria di Renzi a Qui, Quo e Qua. E Matte se l'è subito presa. E gli ha risposto che Qui, Quo e Qua saranno pure un po' antipatici, ma almeno qualche problema lo risolvono. Invece, ha continuato Matthew, la classe dirigente è come Paperoga: dove tocca, sbaglia.
Vuoi dire altro, Matte? Magari fai anche qualche sparata sulla magistratura, sulla groviera, sulle tagliatelle di Nonna Pina, sulla Pimpa e su Peppa Pig così fai incazzare proprio tutti.
Quello che più infastidisce Matteo è che tutti critichino il Jobs Act e che pretendano che questa riforma venga solamente fatta da tecnici. E, a dire il vero, su questo non gli si può dare torto: perfino il Financial Times, che di solito ci stronca e ci dice che siamo delle cacche, ha detto che è pieno di aspetti positivi. Tra l'altro, per fare questa riforma, Matthew ha chiesto l'aiuto proprio della gente normale, della gente che ha delle difficoltà magari a pagare i propri dipendenti o a pagare le bollette.
Finalmente una politica a cui importa ciò che pensa il cittadino!
Ecco, a me è venuto un dubbio: non è che gli altri politici siano un po' gelosi di Matthew e del consenso che sta avendo? No, perché le loro giornate sembrano tutte volte a trovare un difetto, una sbavatura a Matte.
Voglio dirvi una cosa: non potete farci niente, è il più figo di tutta la band. Piuttosto che dire che non sa quello che dice o che va avanti con le frasi dei libri di Baricco, pensate voi a delle proposte per la riforma del lavoro o per la riforma elettorale. Poi ne riparliamo.
Poi è arrivato a parlare di Nerigo. Di Letta. Di Enrichetto. Tutti accusano Matthew di voler logorare Letta, dunque lui, con il tatto direttamente proporzionale all'eleganza di Umberto Bossi e inversamente proporzionale all'intelligenza del Trota, ha detto che se Letta si logora è solo perché governa male.
Al PD, per evitare la nascita di una corrente di lì ai due secondi successivi, hanno cominciato a stuccare tutte le finestre.

RIMPASTI E ALTRE FOLLIE: ECCO A VOI LA POLITICA ITALIANA

Non si può star fermi un attimo. Ne succede sempre una. Uno pensa che ciò che è successo il giorno prima sia già abbastnaza, che si sia già toccato il fondo. Poi si sveglia il giorno dopo, guarda il telegiornale e scopre che si è cominciato a scavare. Insomma, quando già le cose vanno maluccio, possono solo andare di merda.
Ovviamente, parliamo di politica. Prima si discute della legge elettorale, senza risolvere niente. Poi si discute di scuola, facendo solo casini. Poi si discute di lavoro, ma è tutto fermo. Ed ecco che, di punto in bianco, i problemi dell'Italia passano in secondo piano. Sì, perché, non so se ci abbiate fatto caso, negli ultimi due o tre giorni una parola, un grido risuona. E non è: "Alleluia!". Non è proprio un Alleluia, quello lo grideremo quando Camillo Benso, conte di Cavour, risorgerà e sostituirà tutte le leggi balenghe fatte in questi ultimi anni con lo Statuto albertino.
Cretinate a parte, la parola che risuona in questi ultimi giorni è rimpasto. E già il fatto che si paragoni la politica a una ricetta vi fa capire in che mani siamo finiti. Praticamente il nostro premier, Enrichetto Letta, vorrebbe mettere nella squadra di governo alcuni esponenti renziani. Praticamente già vanno poco d'accordo così, all'interno della maggioranza, figuriamoci mettendo ministri renziani: così non solo ci saranno scontri tra PD, Nuovo Centrodestra e Scelta Civica. Ci saranno scontri anche all'interno del PD.Come mandare in dissenteria un Paese che già soffre di irregolarità intestinale in una semplice mossa.
Enrico, per piacere. Per piacere! Guarda che il rimpasto non porta bene. Guarda, io te lo dico per esperienza personale: quando sto cucinando un dolce, lo lascio lì, perché magari suona il telefono, e poi ricomincio a rimpastarlo dopo la telefonata, di solito viene una schifezza. Viene una roba triste, tutta molle e sottile. Non vorrai mica far fare la fine del mio dolce al governo? Rifare il mio dolce costerà, si e no, cinque euro, rifare un governo, tra elezioni e balle varie, costa quattrocento milioni di euro. Pensaci bene, Nerigo: guarda che neanche Veronica Lario prende tanto così di mancia dal Berlusca!
Comunque Matteo e i suoi non sono così favorevoli al rimpasto, dicono che non gli conviene.

martedì 14 gennaio 2014

LETTERA ALL'ITALIA

Cara Italia,
non è forse vero che hai passato periodi migliori? Non è forse vero che c'è stato un tempo in cui quelli che ti governavano non erano inquisiti? Non è forse vero che, una volta, le uniche cose che cadevano erano le foglie in autunno, mentre ora franano le bellezze di Pompei?
Italia, cara e bella Italia. Forse anche noi italiani ti amiamo di meno. Non c'è più la passione di una volta. Però, converrai anche tu, è difficile amarti in questo momento.
E' difficile, per un giovane o per un quarantenne, amare un Paese in cui le uniche persone al sicuro sono politici e anziani, questi ultimi sempre meno, a dire il vero. E' difficile amarti dopo aver dato un'occhiata agli altri Paesi europei.
E' difficile amare un Paese che è sempre indietro.
Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese che non spende più di due euro per la ricerca? Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese in cui i giovani, per andare all'università, devono spendere il doppio o il triplo rispetto a un giovane di un altro Paese europeo? Come si può avere uno sguardo amorevole verso un Paese dove ogni due giorni si verifica un episodio di femminicido e non si fa niente per risolverlo? Come si può vivere in un Paese dove regna l'omofobia? Come si fa a vivere in un Paese dove si discute solo dei diritti dei soldi, senza parlare dei diritti del cuore e dell'amore?

domenica 12 gennaio 2014

POLITICI, MUOVETE IL VOSTRO VENERABILE DERETANO!

Non è stato propriamente un buon inizio d'anno per l'Italia. Tra dimissioni di viceministri, clima freddo tra i due uomini del PD, Matthew ed Enrico, scossoni nella maggioranza, sicuramente non si può star tranquilli.
A farci passare dal clima di serena malinconia a quello di preoccupante disperazione ci pensano i dati forniti dall'Istat per quanto riguarda la disoccupazione: in sei anni i disoccupati sono raddopiati, passando da 1 500 000 a più di 3 000 000. La disoccupazione giovanile è poi arrivata al 41,6%. Cosa sta succedendo? Ve lo spiego io.
Praticamente i politici chiacchierano, banchettano, fanno salotto mentre l'Italia declina. Mentre l'Italia va del culo, scusate il francesismo. Praticamente i politici cercano ogni giorno nomi nuovi da dare alla tassa sulla casa, pur non essendo molto portati, cercano di capire quale sia la legge elettorale che possa garantirgli un posto in Parlamento mentre l'Italia va sempre più giù. Si parlava, è vero, di ripresa e tutti avevamo tirato un picccolo sospiro di sollievo. Ora ho capito di che ripresa parlavano: la ripresa a farsi i cazzi loro sulla pelle nostra.
Amici cari, non è forsa giunta l'ora di darvi un andi? Di muovere il vostro venerabile culo? Vi spiego una cosetta: se continuate così, a fare niente, succede che ci sarà sempre meno lavoro e i giovani saranno costretti ad andarsene a frotte. Tra vent'anni l'Italia sarà un Paese popolato da bastoni per la vecchiaia e dentiere.
Matthew, ossia Matteo Renzi, sta mettendo a punto una riforma del lavoro. Il cosiddetto Piano Lavoro o Jobs Act.

venerdì 10 gennaio 2014

SCUOLA: SIAMO SU SCHERZI A PARTE?

Ma perché non parlare un po' di scuola? Per gli insegnanti è stato decisamente un buon inizio d'anno. D'altronde, come potrebbe essere altrimenti quando minacciano di decurtarti centocinquanta euro dallo tuo già non ricchissimo stipendio?
Ma praticamente cos'è successo? Praticamente i nostri amati politici hanno deciso che il leggero aumento degli stipendi degli insegnanti avvenuto nel 2013 per gli scatti di anzianità, bloccati negli anni precedenti, doveva essere restituito allo Stato. E ha deciso di rateizzare questa restituzione: centocinquanta euro al mese, appunto. Un po' come quando compri i materassi e non hai i soldi per pagarli subito. Solo che se compri i materassi, paghi e i materassi te li tieni tu. Invece qui lo Stato non ha più una lira e, al posto di risparmiare tagliando i costi della politica, chiede i soldi agli insegnanti.
La scuola è diventata un po' come il benzinaio: quando la macchina rimane a secco, si va da lui e si mette benzina. Quando lo Stato rimane a secco, taglia nella scuola.
Se andiamo avanti così, tra dieci anni gli studenti studieranno guardando le repliche di Superquark su Youtube; così non dovranno nemmeno più portare a scuola la carta igienica da casa o chiedere al prof di andare in bagno: mettono in pausa ed espletano i loro bisogni direttamente sul proprio water.
La nostra ministra dell'Istruzione, Maria Chiara mozzarella in Carrozza, ha detto di non sapere nulla di questa storia dei centocinquanta euro. Maria? Chiara? Carrozza che si trasforma in zucca? Ma come non ne sapevi niente? Sei la ministra dell'istruzione, mica la ministra del formaggio coi buchi! Chi deve sapere cosa succede nella scuola? Il ministro degli affari esteri? La nonna Pina che sta cucinando le tagliatelle?
Però, perché bisogna poi dire anche la verità, si è subito schierata contro questa iniziativa. Anche il nostro Matthew, Matteo Renzi, ha detto la sua: ha dichiarato che credeva di essere sul set di Scherzi a parte. Io, Matthew, ti stimo... Però mi hai rubato una battuta! Comunque ha ragione anche lui: si taglia, si taglia e ancora si taglia nella scuola ma gli stipendi dei politici rimangono gli stessi. Un insegnante prende in media millecinquecento euro, un politico sei volte tanto. Sai che risparmio se gli stipendi dei politici venissero tagliati anche solo, mettiamo, di un quarto?
Comunque è poi tutto rientrato.

giovedì 9 gennaio 2014

SCUOLA MATERNA STATALE "PALAZZO CHIGI": UN COVO DI RIPETENTI

E' finito un anno, ne è cominciato un altro. Ogni trecentosessantacinque giorni è la solita solfa. Finita l'indigestione di panettoni, pandori, spumanti, si torna alla solita vita di sempre.
Anche i nostri politici, dopo essersi ritirati per il periodo natalizio ai Caraibi e in quel di Cortina, tornano alla loro vita di sempre, alle loro beghe da terza elementare.
Il nostro premier, Letta, vuole trovare un'intesa con i partiti della maggioranza sull'agenda di governo per questo 2014. L'agenda ha preso il nome di "Impegno 2014". Ora, Enrico caro, sei sicuro di aver scelto il nome adeguato? Perché secondo me la parola impegno associata a governo è pura utopia. Come la parola neurone associata a Homer Simpson. Come l'espressione voce melodiosa associata al ministro Cancelieri. Come l'aggettivo profumata associato a merda.
Andiamo più a fondo, però. Cosa prevede questa agenda di governo? Nessuno lo sa. O meglio, i punti fondamentali sono sviluppo, lavoro e riforme. Peccato che nessuno abbia idee su come risolvere questi tre nodi. Se si passa davanti a Palazzo Chigi e si vedono tante lampadine accese è perché i politici sono seduti sul water che pensano e ripensano come salvare il nostro Paese.
Comunque Letta è fiducioso: si è incontrato con quelli di Scelta Civica che sembrano d'accordo sulla sua agenda e anche Alfano sembra sulla medesima lunghezza d'onda. Enrichetto nostro è un po' preoccupato solo per quel che riguarda il PD: per alcuni le proposte di Letta in campo economico e sociale sarebbero troppo riformiste. Ma ci rendiamo conto? Letta, uomo PD, teme non che gli altri partiti gli rompano le palle, ma che sia il suo partito a fracassargli i maroni. Un po' come se alla maturità i professori interni ti mettessero i bastoni tra le ruote e quelli esterni ti passassero le domande della terza prova. Come se Silente avesse paura di Harry Potter e non di Voldemort.
Siamo alla follia! Però, intanto, tutto è fermo. L'unico che si muove, manco a dirlo, è Matthew. Matteo Renzi. Sì, perché, mentre gli altri si incontrano amabilmente per il te delle cinque parlando di cosa gli è stato portato da Babbo Natale e cosa la Befana, intervallando i due discorsi con una chiacchierata sulla situazione del nostro Paese, lui ha parlato con Monti, preparato un testo sulle unioni civili e sta mettendo a punto il Piano Lavoro. Praticamente gli altri sono coricati sul divano, lui invece gira il sugo, stende i panni, pulisce il bagno, mette a bollire l'acqua per la pasta e cucina l'arrosto.
Siccome sta anche brigando per la legge elettorale, tutti hanno paura che voglia andare alle elezioni in primavera. Nello scenario politico italiano è talmente inusuale che qualcuno si dia da fare, che appena succede si grida alla catastrofe. Matthew dice che i politici che hanno paura del suo attivismo sono semplicemente attaccati alla loro poltrona e al privilegio che questa comporta. Io gli credo. Ci sono politici che sulla poltrona di Palazzo Chigi pagano l'IMU, sapete? E' considerata seconda casa.
Ma veniamo a parlare della legge elettorale. Qui cambiamo scenario: dal clima da terza elementare regrediamo all'asilo. Siamo in un covo di eterni ripetenti.

venerdì 20 dicembre 2013

SE VUOI AMARE IL LATINO LEGGI CATULLO

Non so se l’abbiate sentito. Un papà, un po' di tempo fa, ha mandato una mail al quotidiano La Repubblica amareggiato, indignato e allibito in quanto il figlio si era dimostrato dispiaciuto perché quel giorno non aveva avuto le ore di latino previste, probabilmente a causa dell’assenza del professore o della professoressa. Allora… Prima considerazione: il fatto che un ragazzo si dispiaccia perché manca la professoressa e salta le ore di latino è di per sé preoccupante… Sarebbe come dire che Berlusconi si dispiace se, svegliandosi, si trova nel letto la Carfagna e la Minetti: una cosa impensabile!
Ora parliamo seriamente: questo papà pensa che il latino sia inutile, pensa che il figlio sia uno squilibrato ad amare la letteratura latina, pensa che il latino non serva a nulla. Pensa che sia una materia effimera che non dovrebbe essere insegnata nelle scuole italiane. Critica i politici italiani perché, secondo lui, non dovrebbero far sì che i ragazzi impegnino tante energie per imparare una lingua morta, perché inculca l’idea che questa lingua sia importante e perché, come la lingua che si ostinano a far studiare è morta, così anche loro sono morti.
Per carità, non voglio sicuramente difendere i nostri politici. Però, caro mio, per una cosa che riescono a fare bene, proprio questa devi criticare? Da quello che c’è scritto nella lettera, il figlio avrebbe detto al padre che il latino è cultura. E lui avrebbe risposto che studiare certe materie è inutile, perché con la cultura non si mangia. Potrei dirle di andare da scrittori, intellettuali e, guarda cosa arrivo a dirti, da case editrici, sia grandi sia piccole, poi vedi cosa ti rispondono. Con cosa pensi che mangino, caro mio? Con la ristorazione? Con l’edilizia? Pensi che facciano quel lavoro per hobby e di notte facciano i buttafuori nelle discoteche? No, caro mio, vivono di cultura.
Però, guarda, facciamo finta che tu abbia ragione. Che con la cultura non si mangi. Anche se non serve a nulla, è un arricchimento, non trovi? Per come la pensi tu, anche il preservativo non serve a niente, perché si può rompere. Sì, è vero, si può rompere, ma nella maggior parte dei casi fa sì che si eviti l’Aids e che non ci siano gravidanze indesiderate. Dire che il latino non serve a nulla è come dire che, in questo momento, l’Italia ha una forte stabilità economica e politica: una minchiata! È vero, il latino non lo usi per chiedere al panettiere le pagnotte con la forma dei rostri su cui vennero poste le mani e la testa di Cicerone, non lo usi nei summit economici, non serve per usare il computer… Forse lo usano Mario Monti per parlare al suo cane e Berlusconi, perché pensa che sia la lingua delle ragazze latino-americane… Però questo non vuol dire che non sia importante conoscerlo: forse non ce lo ricordiamo, ma dal latino è nato l’italiano. Un prosatore latino, Quintiliano, ha messo nero su bianco i precetti della moderna pedagogia; Giustiniano ha scritto la prima opera di diritto, il Codex Iuris Civilis. Insomma, non penso sia proprio una lingua da eliminare!
Questo papà, poi, si è arrabbiato perché il figlio ama la letteratura latina… Ma cosa c’è di male se ti piace leggere le opere latine? Non è che il dizionario e i libri di latino servano solo agli uomini bassi quando devono cambiare le lampadine o raggiungere posti alti a cui non arrivano con la loro altezza naturale!

giovedì 19 dicembre 2013

GLI AUGURI DI NATALE DI GIORGIO

La misura è colma. Le palle, a forza di girare, si sono consumate. Giorgio Napolitano ha detto stop. Anche lui si è stufato. Certo, ci ha messo forse un po' di più di noi italiani, però alla fine è giunto alla nostra stessa conclusione.
Durante il tradizionale discorso di Natale, ha mandato di traverso il panettone a molti. Credo che, se avesse semplicemente piantato un vaffa, avrebbe creato meno malumori.
Innanzitutto ha cominciato a dire che valuterà la sostenibilità del suo mandato: "Cari politici, o muovete il deretano o io me ne vo'!". No, non ha detto proprio così. Però il senso quello era, come nelle versioni di latino: a volte non le si traduceva in modo letterale, però il senso c'era. Giorgio ogni tanto la ripete questa frase. Sembra quelle maestre che non riescono più a tenere una classe e allora, isteriche, urlano: "Se non la finite, me ne vado!". Ai bambini non gliene frega niente. E qui, con i politici, mi sa che è uguale. Tra l'altro, quando non ci sopportava più anche la mia catechista diceva la stessa cosa… Peccato che noi continuassimo, sperando che se ne andasse veramente! E, a occhio, è quello che stanno facendo i politici: più Giorgino nostro dice loro di darsi una calmata e di farsi furbi, più loro continuano a macinare minchiate.
Ma non è finita qui. Ha poi detto ai politici di fare le riforme. Conoscendo la pasta dei politici che abbiamo, devono essersi guardati con aria interrogativa, chiedendosi perché toccasse a loro fare le riforme, visto che non sono in un riformatorio.
E poi ha anche parlato della protesta dei Forconi: la politica italiana l'ha ignorata, invece lui, che non si sarebbe potuto nemmeno biasimare qualora se la fosse persa (magari, vista l'età, al posto di guardare il tg poteva giocare a bocce), l'ha portata nei palazzi della politica. Capite? E' come se mio nonno, invece di dirmi che nell'orto ha piantato i pomodori, mi parlasse delle novità dell'IPhone 5S. Giorgio ha detto che bisogna prestare attenzione a questa protesta e alla gente che vi partecipa, in quanto i problemi che vengono denunciati sono problemi reali. Certo è che, se quest'ovvietà ai politici bisogna spiegarla, allora siamo proprio messi bene.
Ma ecco che arriva il vero piatto forte, quello che ha fatto incazzare praticamente cento corpi ma un'unica mente.

lunedì 16 dicembre 2013

LA PROVA DELL'ESISTENZA DI DIO FIRMATA ERNIE CHAMBERS

A volte noi italiani siamo catastrofici. Crediamo, tra le altre cose, di avere i peggiori politici del mondo. Bene, forse ci sbagliamo. Spostiamoci un attimo nel Nebraska, dove c'è un senatore abbastanza sui generis.
Se da noi i politici al posto di leggere i giornali leggono gli avvisi di garanzia, nel Nebraska intentare cause balenghe sembra l'hobby di molti. Questo senatore, tale Ernie Chambers, ha infatti fatto causa a Dio. Sì, proprio a quello che sta nell'alto dei Cieli. Secondo lui bisogna condannarlo perché responsabile di eccidi, innumerevoli omicidi e calamità naturali. Mancava solo più che dicesse che Dio fosse andato a letto con delle minorenni.
Comunque sia, il giudice ha archiviato la causa, in quanto si è rivelato impossibile notificare la citazione in giudizio all'imputato. Allora, fatemi capire: non è che la causa è stata archiviata perché si è riconosciuto che questo senatore avesse bisogno di una ripassata alla Neuro, bensì perché nessuno conosce la residenza di Dio. Pensa, l'unica costante della storia dell'umanità trattato come un extracomunitario! C'è da sperare che Dio non cerchi mai di sbarcare a Lampedusa, altrimenti qualcuno della Lega potrebbe dargli del ladro.
Comunque, il nostro Ernie non si è dato per vinto, anzi, ha già pensato di far ricorso. Sostiene che la decisione del giudice riconosce implicitamente l’esistenza di Dio e che, di conseguenza, se Dio esiste, si deve riconoscere che è onniscente e se è onniscente allora può considerarsi informato dell’inizio del processo.
Un filosofo mancato! Nemmeno San Tommaso aveva fornito una prova così eloquente dell'esistenza di Dio.

mercoledì 11 dicembre 2013

GENTE CHE VUOLE CAMBIARE L'ITALIA

Oggi voglio scrivere una cosa seria. Non è da me, però su questo ci tengo.
Penso che sia legittimo manifestare e che tale diritto sia sacrosanto. D'altro canto, però, è anche sacrosanto che chi non vuole o non può aderire possa condurre la propria vita normalmente. Non vedo il motivo di bloccare o chiudere le strade. "Per creare disagio", direte. Se ho ben capito, questo sciopero è, detto in parole povere, contro la politica di austerità impostaci dall'Europa e, in seconda battuta, dal governo. Però mi sembra che i disagi non vengano creati né all'Europa né al governo, ma solo ai normali cittadini. Qual è il senso di tutto ciò? E' vero che le autombulanze passano e che, per ora, sono garantiti i beni di prima necessità, ma ci sono molte altre situazioni spiacevoli. Ieri mattina ero alle Molinette, il più grande ospedale di Torino e del Piemonte: una signora anziana era nel mio stesso reparto perché, dopo aver subito un intervento, doveva essere medicata. Per tale medicazione serviva l'impegnativa del medico, che la signora non aveva perché ieri, visti i disagi, non è potuta andare dal medico. La stessa cosa è capitata ad altri due signori anziani, uno dei quali era in barella. Magari, se fosse riuscito a raggiungere il medico il giorno prima, non sarebbe finito in queste condizioni. Per non parlare della gente che non riesce ad andare a lavorare, della benzina che ormai scarseggia (con tutte le conseguenze che non c'è bisogno di elencare), dei genitori con figli piccoli che non riescono a tornare a casa perché si trovano le strade bloccate. Io non dico che sia sbagliato manifestare, viviamo in un Paese dove ormai il più pulito c'ha la rogna, come si dice. Però, a mio avviso, una manifestazione ha senso quando non si impedisce ai cittadini di condurre una vita normale.

venerdì 6 dicembre 2013

UN SEI DI INCORAGGIAMENTO

Parliamo un po' di scuola. E finalmente, proprio riguardo alla scuola, arriva una buona notizia. Buona... Diciamo non pessima, ecco. La scuola italiana è stata promossa dall'OCSE per i miglioramenti in questi ultimi anni. Per carità, rimaniamo al di sotto della media OCSE, però ci stiamo facendo un mazzo così per migliorare la nostra posizione. Insomma, per rimanere in ambito scolastico, ci è stato dato un 6 di incoraggiamento. Se non dimostreremo di migliorare ulteriormente, allora saremo rimandati a settembre.
Ma arriviamo alla notizia nuda e cruda: noi italiani siamo dei "secchioni paura" in matematica e scienze. Menomale che non sono nel campione statistico, altrimenti avrei potuto dire che il calcio è quel gioco che si fa con la palla e l'elettrolisi è un sinonimo di elettroshock. Inoltre, siamo migliorati anche nella lettura. E qui, miei cari, permettetemi un pensiero. Laterale, of course. 
Ecco, a me è capitato di sentire ragazzi leggere. Non sembrava stessero leggendo un testo, sembravano bambini di prima elementare che si allenavano con la divisione in sillabe. Comunque, se l'OCSE dice che leggiamo bene e ci loda, io mi fido. In fondo, è tutta una questione di parametri: magari in Francia i ragazzi faticano a leggere "Je suis", così un ragazzo italiano che riesce a leggere "Li vuoi quei kiwi?" senza impappinarsi come Giurato è considerato un genio.
Comunque sia, gioiamo e rallegriamoci di questo apprezzamento dell'OCSE! Segno che qua in Italia mica si frigge con l'acqua. E sì, perché di presupposti per un miglioramento non ce n'erano proprio: dai tagli fino ai professori che prendono uno stipendio tra i più bassi d'Europa, di certo nessuno pensava che si potesse migliorare. E invece così è andata. Merito degli studenti, ma merito anche di questi professori che tutti i giorni si fanno un mazzo così per, appunto, uno stipendio da fame e per essere considerati dalla maggioranza della gente dei nullafacenti, quando invece il loro lavoro consiste nel preparare le lezioni a casa, nel correggere i compiti a casa, nell'andare a scuola a far lezione e nel sopportare i genitori che, credendo che il loro figlio sia un genio incompreso, quando prende un brutto voto minacciano ricorsi e querele. Questa è la vita dell'insegnante, tutto per 1200 euro al mese, se va bene.
E questo risultato è stato ottenuto nonostante i tagli. Sì, perché nella scuola pubblica si continua a tagliare, però aumentano i fondi destinati alle scuole private. Praticamente alle scuole destinate a tutti i cittadini, anche a quelli più poveri, si tolgono risorse, mentre alle scuole destinate a ricconi e figli di papà si continuano a dare soldi. Non lo so, lì i giardinieri costano troppo e non si può tagliare? D'altro canto perché aiutare chi ha bisogno quando si possono tranquillamente aiutare che hanno un conto in banca equivalente al PIL della Svizzera?
L'ultimo ad agire in tal senso è stato Maroni, il governatore della Lombardia. Gli studenti si sono ribellati e lui si è stupito. "Come mai?", si sarà chiesto. E come mai, come mai! Magari gli studenti si sono rotti i maroni, Maroni! Perché, e questo non solo in Lombardia, ma in tutta Italia, si taglia, si taglia ma non cambia niente. La qualità dell'istruzione peggiora. L'OCSE dice, è vero, che siamo migliorati, ma dice anche che non siamo in grado di accogliere e integrare i ragazzi stranieri, che rimangono irrimediabilmente indietro rispetto agli altri studenti.

mercoledì 4 dicembre 2013

TEMEVA DI ESSERE RICONOSCIUTO


Internet è un mezzo straordinario: permette di metterci in contatto con altre persone, di guardare video, di vedere foto e di informarci. Per fortuna che c'è, altrimenti resteremmo all'oscuro di molte notizie importanti.
Tra i tanti siti di informazioni ne ho trovato uno bellissimo, con le notizie più strane e stravaganti del mondo. Se dopo una giornata nera in cui il vostro capo vi ha strigliati, un esame è andato male o avete avuto problemi di erezione con la vostra compagna, fatevi un giro su questo sito e troverete pane per i vostri denti.
L’altro giorno ho letto questa notizia. Siamo a Los Angeles, dove i ragazzi vanno vestiti nei modi più strani e appariscenti possibili. Un ragazzo di questi, rispondente al nome di Travion Davis, decide di rapinare una banca. Così, di punto in bianco. Già questa decisione sarebbe dovuto essere l’evidente segnale della totale stupidità di questo diciannovenne. Ma no, il nostro Travion voleva proprio far capire a tutto il mondo che il suo cervello ha la stessa consistenza di una pesca marcia, dunque ha tentato di fare il colpaccio.
Vestendosi in modo molto vistoso e appariscente ha pensato: “Se vado a fare una rapina conciato così, mi riconoscono tutti!”. “Come posso fare”, si sarà chiesto, “per passare inosservato?”. E allora, pensaci e ripensaci su, ha trovato la soluzione: è andato a fare la rapina alla banca nudo. Deve aver pensato che sia normale andare in giro nudi. Forse vive in un quartiere popolato solo di prostitute, mi sono detto. Comunque, il nostro Travion, che visto il nome potrebbe pure avere un futuro come pornodivo (chi lo sa?), è uscito di casa nudo per andare a rapinare questa benedetta banca con una pistola. Nudo dove se la sarà messa? È meglio non indagare…
Comunque questo giovane, una volta entrato in banca con le sue grazie al vento, si è fatto dare dagli impiegati della banca quindicimila dollari e poi se n’è andato, correndo nudo tra i vicoli di quella ridente cittadina che è Los Angeles, per le cui strade, lo sappiamo tutti, non è poi che ci sia molta gente… Solo poche migliaia di persone. Insomma, Travion giustamente pensava di passare inosservato. Comunque, la polizia, avvertita dalla banca, stava recandosi sul luogo della rapina quando, avvistato il giovane che correva ignudo per la strada, lo arresta.
Vogliamo commentare? Che bella idea, eh, Travion? E sì, eh… Perché è una cosa normale pensare di fare una rapina in banca. E, soprattutto, è ancora più normale pensare di destare l’attenzione se vestiti in maniera un po’ colorata e invece pensare di passare inosservati se si va in giro nudi. È proprio così: tutti noi andiamo in giro nudi. Adesso vabbè, ci siamo vestiti solo perché oggi abbiamo fatto il vaccino contro l’influenza e nella giornata in cui si fa il vaccino è meglio stare vestiti, sennò noi tutti i giorni andiamo in giro nudi. Io a scuola vado sempre nudo. Quando esco con i miei amici sono sempre nudo. È proprio una cosa normale!
Travion, sentimi bene: ma sei tutto finito? È una domanda pro forma, perché è ovvio che se hai fatto una cosa del genere qualche rotella ti manca per forza. Io mi chiedo i genitori di questo ragazzo come abbiano fatto a farlo così pirla. I pirla poi sono un problema del mondo: infatti, un genio ha comunque dei limiti nella sua genialità, un pirla invece no, riesce sempre a fare una cazzata più grande di quella che ha fatto un secondo prima.

lunedì 2 dicembre 2013

ITALIA

I bambini. Avete presente i bambini? Quando dicono: "Se non mi dai la costruzione verde io non ti faccio più amico, ti faccio tiè!". Ecco, i nostri politici sono uguali. Solo che qui non è in gioco il pianto di un bambino con la conseguente discesa di un po' di moccio dal naso, qui sono in gioco miliardi di euro. Ormai l'antifona è diventata questa: "Se non fate come dico io, allora facciamo cadere il governo e andiamo a votare!".
Allora, allora. Ve lo dico subito: è inutile che litighiate, tanto non risolvete niente. Cosa credete? L'abbiamo capito che siete lì solo per il vostro deretano, che non ve ne importa una cippa di noi. Evitateci almeno di spendere miliardi di euro per un altro turno elettorale, visto che poi il risultato sarebbe lo stesso.
A volte penso che se i politici ingoiassero un moscerino avrebbero più cervello in pancia di quanto non ne abbiano in testa. Adesso, come avrete tutti sentito, Alfano si è lasciato con Berlusconi. E' finita la più lunga storia d'amore per il cavaliere. E ora Alfy vuole decidere lui l'agenda di governo: allora, Angel, senti una cosa. Si chiamano "larghe intese" dunque, chiamandosi intese, dovete intendervi, mettervi d'accordo... Non è che puoi fare il disbela e decidere tutto tu!
Ma la parte divertente, si fa per dire, arriva quando comincia a enumerare le proposte: più attenzione al lavoro, tagli alla spesa pubblica e riforma elettorale. Allora, amico mio. Allora! E' dalla bellezza di sei anni che tutti diciamo che la legge elettorale fa schifo, che bisogna cambiarla e tu ti svegli adesso? La legge elettorale, Alpha Alpha, ha lo stesso effetto di un lassativo: fa cagare! Però, per piacere, non fare il grandioso adesso. Lo sappiamo che sei stato bravo a tirarti indietro dal Berlusca, che hai tenuto in vita il governo... Però guarda che noi italiani non siamo mica tutti cretini: ci ricordiamo i vari lodi Alfano, tutte le volte che hai difeso il tuo capo, indifendibile, e tutte le cavolate che hai sparato in questi anni.
Poi tutti, anche a sinistra, parlano di lavoro e di tagli alla spesa pubblica. Ma, scusate: è da quando in Italia esiste la politica che si dice che bisogna tagliare la spesa pubblica, che si spende troppo e nessuno ha ancora fatto niente. Date il buon esempio: tagliatevi lo stipendio, dimezzatevelo. Guardate, vivete lo stesso: forse non potrete permettervi lo champagne tutti i giorni, ma potreste accontentarvi dello spumante, che è italiano e vi permette di dare una mano al made in Italy. Per il lavoro non è che ci sia molto da fare: basterebbe togliere un po' di tasse e la gente potrebbe cominciare di nuovo a respirare. Però mi rendo conto che effettivamente sia più facile tassare che decidere di rinunciare ai vostri privilegi. D'altronde, finché c'è gente che ritiene sia più importante difendere un condannato che tentare di salvare un Paese, non possiamo permetterci di pensare che l'Italia cambi verso, come dice il buon Renzi. Matthew.

domenica 1 dicembre 2013

L'ARTE DI AMARE

In Russia è stata aperta da poco una scuola di sesso orale per le ragazze. Praticamente, le ragazze imparano a tenere in bocca una banana. Menomale che ieri Berlusconi è decaduto, altrimenti in Italia sarebbe diventata obbligatoria prima di Capodanno.
Le lezioni consistono in tre incontri settimanali da sessanta minuti ciascuno. Cosa si fa in questi incontri? Si legge l'Ars Amatoria di Ovidio, per... imparare tutti i segreti dell'amore? No, meno teoria, più pratica. C'è una psicologa che illustra a queste ragazze tutti i segreti della fellatio. Queste, poi, devono dimostrare di aver acquisito la tecnica tramite l'esercizio con oggetti simili al tronchetto della felicità maschile. Pensa: due terzi del mondo muore di fame, l'altro terzo si occupa di minchiate... Anzi, di minchie!
Al termine del corso, poi, alle ragazze verrà consegnato un attestato che dimostrerà che queste hanno fatto propria questa particolare arte. Nella pubblicità del corso c'è scritto che le lezioni sono per ragazze timide e amanti poco esperte... Ma, amici russi, una ragazza timida e un'amante poco esperta mica si mettono davanti ad altre persone a dar prova della propria abilità orale. E, con orale, non intendo quello della maturità.